sabato 25 febbraio 2012

La sentenza "scomparsa" contro Equitalia...


Leggendo per caso il settimanale "L'Espresso" in edicola oggi, a pag. 136, mi soffermo su un curioso articolo: parla di una sentenza della Cassazione praticamente "fatta sparire" dagli archivi perchè andrebbe contro ad Equitalia ed a favore del contribuente. Si tratterebbe della fantomatica sentenza nr. 3701 del 2007 la quale, sempre a dire dell'autore, non comparirebbe nemmeno nelle banche dati giuridiche più blasonate e quindi sarebbe sconosciuta a molti. Prima di capire di cosa si tratta, mi viene l'istinto di fare una piccola ricerca: apro l'unica (e costosa) banca dati on line in mio possesso, la "De Jure" della Giuffrè ed inserisco gli estremi della sentenza: eccola, appare immediatamente, per esteso.
Ancora, inserisco i termini chiave ("sentenza nr. 3701/2007") su Google e mi appaiono svariate pagine che ne parlano, soprattutto discussioni in forums riguardanti l'applicazione di tale sentenza alle cartelle esattoriali derivanti da multe autostradali. Quindi anche in questo caso la sentenza (che, devo ammettere, io non conoscevo) appare, eccome. Ma vediamo che cosa statuisce: in soldoni, gli interessi del 10% semestrali applicati da Equitalia a seguito di "multe" non pagate, derivanti da circolazione stradale, sono illegittimi e quindi andrebbero restituiti. Infatti l'art. 203, comma 3 C.d.s., in deroga all'art. 27,  L.689/89, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata, "prevede l'iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%". Ma, come spesso accade nei casi in cui una parte in causa sia la P.A., tale importante principio è stato completamente disatteso da parte di Equitalia la quale, dal 2007 ad oggi, ha continuato pervicacemente ad applicare il rincaro. In definitiva, ogni cartella esattoriale andrebbe accuratamente esaminata e, se necessario, andrebbe presentato ricorso per l'annullamento. 

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